© Photo Credits: Pagina Facebook - Basilica Santa Maria della Neve (Ponticelli)

© Photo Credits: Pagina Facebook – Basilica Santa Maria della Neve (Ponticelli)

Il titolo Madonna della Neve trova la sua origine nel famoso miracolo della neve, caduta a Roma in agosto. Questo miracolo è più frutto di leggenda che di storia.

Si racconta che, durante il pontificato di Papa Liberio, il patrizio Giovanni e sua moglie, nella notte tra il quattro ed il cinque agosto, fanno lo stesso sogno: la Madonna dice loro di recarsi sul monte Esquilino dove avrebbe voluto che i due avessero costruito una chiesa. La meraviglia aumenta quando anche Papa Liberio nella stessa notte ha fatto lo stesso sogno. Andando in processione sul colle tutti scoprono che, durante la notte, è caduta la neve e su questa è delineata una chiesa.
In quel luogo i due patrizi costruiscono la chiesa, che verrà dedicata alla Madonna, venerata poi, col titolo di Santa Maria della Neve.
La chiesa costruita nel 382 è la Basilica di S. Maria Maggiore, prima chiesa dedicata alla Madre di Dio in Occidente.

Come sia arrivata a Ponticelli questa devozione, se lo sono chiesto i ponticellesi e gli storici che hanno studiato Ponticelli.
In Piazza Mercato a Napoli esisteva nel Medio Evo una chiesa dedicata alla Madonna invocata col titolo di Madonna della Neve.
I contadini di Ponticelli, lì al mercato portavano i frutti della terra e di certo al mattino, andavano a “salutare la Madre di Dio”.
Nel casale di Ponticelli, costruita la chiesa la dedicarono alla Madonna in segno di protezione sulle loro fatiche e la invocarono col titolo di Madonna della Neve, come erano stati abituati dai loro avi.

E’ difficile cercare di spiegare il rapporto che don Fabrizio ha subito instaurato con la Madonna della Neve e con gli abitanti di Ponticelli. Nativo di San Giovanni, forse già aveva sentito parlare della devozione dei ponticellesi e della festa che ogni anno si rinnovava per la venerazione a Maria. Ma, di fatto, don Fabrizio è arrivato a Ponticelli all’inizio del suo mandato sacerdotale e possiamo dire, quindi, che proprio a Ponticelli lui abbia cominciato, ancor di più, a crescere come sacerdote. Quasi da subito si è vista la sua spiccata capacità di essere portatore di idee nuove; gli piaceva essere originale e attento ai particolari. Ha da subito instaurato con tutti, e con i giovani in particolar modo, relazioni libere e belle; anche questo faceva di lui un pastore attento a ciascuno e dal quale ci si recava per ogni tipo di consiglio.

E mentre si cercava di conoscerlo sempre più, di capire le sue modalità e il suo bel caratterino, la sua attenzione per il luogo, la comunità e la Madonna della Neve cresceva. Nei momenti mariani era sempre presente e durante i preparativi per la festa del 5 agosto era particolarmente coinvolto. La sua devozione a Maria era però semplice e sentita, priva di troppi fronzoli. Il suo stare con Lei era come rifugiarsi in un grembo per poi vedere la vita: era tramite per incontrare e sperimentare Gesù.

Il continuare a svolgere il suo servizio sacerdotale a Ponticelli ha permesso a don Fabrizio di crescere…anche nei confronti di Maria. Con il passare del tempo, e anche con l’arrivo della sua malattia, il suo stare con Maria è cambiato, maturato, tanto da farlo affezionare particolarmente alla Madonna della Neve e a Ponticelli. Nonostante le fatiche ha sempre cercato di essere presenza viva con le sue inventive, la sua personalità – a volte anche un po’ bizzarra – e il suo amore per Gesù. Chi non ricorda i suoi modi di parlare a quel microfono durante la festa che vedeva Maria in cima al suo trono! E chi non ricorda quella voce squillante! Ognuno di noi oggi porta in cuore quelle grida di festa!

Fino alla fine don Fabrizio è rimasto poi fedele a questa amicizia con la Madonna della Neve, scegliendo Ponticelli come luogo in cui sostare “in eterno”…e scegliendo Maria come canale preferito per arrivare meglio al suo Gesù.

© 2017 Associazione Culturale Don Fabrizio De Michino
C.F. 95207690637
Top
Follow us: