La forza di un sorriso

Don Fabrizio De Michino nasce a Napoli il giorno 8 Settembre del 1982, festa liturgica della Natività di Maria, da Mario e Carmela Imbò. Fin da piccolo manifesta una profonda religiosità che lo distingueva dai suoi coetanei: i giochi da lui preferiti erano il mimare la celebrazione della messa e rappresentare l’amministrare i sacramenti. Il seme della vocazione sacerdotale, piantato dal Signore nel suo cuore, già teneramente germogliava.

Col passare del tempo, in lui si faceva strada, sempre più forte, il desiderio di dedicarsi totalmente a Dio a servizio di tutti e non si risparmiava nell’organizzare festicciole, recite e altre attività ricreative per attirare alla fede giovani e bambini.

Dopo le scuole superiori, dopo un lungo discernimento, decide di entrare in Seminario: il 17 dicembre del 2001 iniziò il suo cammino formativo presso il Seminario Ascalesi di Napoli.

Nutrito dall’amore per Gesù Cristo e dalla tenera devozione alla Vergine Madre, che da sempre hanno segnato la sua esistenza, il 13 Aprile 2008 viene ordinato sacerdote: le lacrime di gioia che, copiose, versava mentre veniva rivestito dei paramenti sacerdotali, parlavano della realizzazione di un sogno, progetto di Dio sulla sua vita ora abbracciato in pienezza.

Nominato viceparroco della Basilica dedicata alla Madonna della Neve in Ponticelli (Na), subito si getta anima e corpo nel ministero, profondendo tutte le sue energie. Non si risparmiava mai: lavorava con i giovani, aveva sempre una parola di conforto per tutti i parrocchiani, era sempre in mezzo alla gente perché il suo progetto era quello di fare “il prete di strada” per cercare di portare tutte le anime al suo amato Gesù.

Purtroppo, il suo ministero, dopo appena due anni, subisce una battuta d’arresto a causa di una rarissima malattia: un tumore nell’atrio destro del cuore. L’alternarsi di periodi tremendi (interventi, chemio, radio) e di calma apparente non smorzano in lui la forte passione di servire Gesù che lo spinge a continuare, con spirito eroico, la sua missione sia in parrocchia che in Seminario, dove era stato nominato educatore.

Dal giorno in cui la malattia lo ridusse all’immobilità, togliendogli le forze fisiche ma mai lo slancio spirituale, il suo unico rammarico era quello di non poter continuare la sua opera ministeriale e di non essere fisicamente in grado di celebrare Messa.

Il 1 Gennaio 2014, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, parte per la Casa del Padre, chiamato da Dio alla comunione eterna del cielo.

Tutti lo chiamavano Don Sorriso, perché anche nei momenti più tremendi non mancava mai di regalare un sorriso a chi gli stava vicino. Per tutti rimane un testimone autentico ed efficace di Gesù Cristo, un sacerdote semplice…ma, di sicuro, non un semplice sacerdote.

Non chiedo a Dio la mia guarigione, ma chiedo la forza e la gioia di continuare ad essere vero testimone del suo amore e sacerdote secondo il suo cuore.don Fabrizio De Michino

Don Fabrizio e Maria

© Photo Credits: Pagina Facebook - Basilica Santa Maria della Neve (Ponticelli)

© Photo Credits: Pagina Facebook – Basilica Santa Maria della Neve (Ponticelli)

Il titolo Madonna della Neve trova la sua origine nel famoso miracolo della neve, caduta a Roma in agosto. Questo miracolo è più frutto di leggenda che di storia.

Si racconta che, durante il pontificato di Papa Liberio, il patrizio Giovanni e sua moglie, nella notte tra il quattro ed il cinque agosto, fanno lo stesso sogno: la Madonna dice loro di recarsi sul monte Esquilino dove avrebbe voluto che i due avessero costruito una chiesa. La meraviglia aumenta quando anche Papa Liberio nella stessa notte ha fatto lo stesso sogno. Andando in processione sul colle tutti scoprono che, durante la notte, è caduta la neve e su questa è delineata una chiesa.
In quel luogo i due patrizi costruiscono la chiesa, che verrà dedicata alla Madonna, venerata poi, col titolo di Santa Maria della Neve.
La chiesa costruita nel 382 è la Basilica di S. Maria Maggiore, prima chiesa dedicata alla Madre di Dio in Occidente.

Come sia arrivata a Ponticelli questa devozione, se lo sono chiesto i ponticellesi e gli storici che hanno studiato Ponticelli.
In Piazza Mercato a Napoli esisteva nel Medio Evo una chiesa dedicata alla Madonna invocata col titolo di Madonna della Neve.
I contadini di Ponticelli, lì al mercato portavano i frutti della terra e di certo al mattino, andavano a “salutare la Madre di Dio”.
Nel casale di Ponticelli, costruita la chiesa la dedicarono alla Madonna in segno di protezione sulle loro fatiche e la invocarono col titolo di Madonna della Neve, come erano stati abituati dai loro avi.

E’ difficile cercare di spiegare il rapporto che don Fabrizio ha subito instaurato con la Madonna della Neve e con gli abitanti di Ponticelli. Nativo di San Giovanni, forse già aveva sentito parlare della devozione dei ponticellesi e della festa che ogni anno si rinnovava per la venerazione a Maria. Ma, di fatto, don Fabrizio è arrivato a Ponticelli all’inizio del suo mandato sacerdotale e possiamo dire, quindi, che proprio a Ponticelli lui abbia cominciato, ancor di più, a crescere come sacerdote. Quasi da subito si è vista la sua spiccata capacità di essere portatore di idee nuove; gli piaceva essere originale e attento ai particolari. Ha da subito instaurato con tutti, e con i giovani in particolar modo, relazioni libere e belle; anche questo faceva di lui un pastore attento a ciascuno e dal quale ci si recava per ogni tipo di consiglio.

E mentre si cercava di conoscerlo sempre più, di capire le sue modalità e il suo bel caratterino, la sua attenzione per il luogo, la comunità e la Madonna della Neve cresceva. Nei momenti mariani era sempre presente e durante i preparativi per la festa del 5 agosto era particolarmente coinvolto. La sua devozione a Maria era però semplice e sentita, priva di troppi fronzoli. Il suo stare con Lei era come rifugiarsi in un grembo per poi vedere la vita: era tramite per incontrare e sperimentare Gesù.

Il continuare a svolgere il suo servizio sacerdotale a Ponticelli ha permesso a don Fabrizio di crescere…anche nei confronti di Maria. Con il passare del tempo, e anche con l’arrivo della sua malattia, il suo stare con Maria è cambiato, maturato, tanto da farlo affezionare particolarmente alla Madonna della Neve e a Ponticelli. Nonostante le fatiche ha sempre cercato di essere presenza viva con le sue inventive, la sua personalità – a volte anche un po’ bizzarra – e il suo amore per Gesù. Chi non ricorda i suoi modi di parlare a quel microfono durante la festa che vedeva Maria in cima al suo trono! E chi non ricorda quella voce squillante! Ognuno di noi oggi porta in cuore quelle grida di festa!

Fino alla fine don Fabrizio è rimasto poi fedele a questa amicizia con la Madonna della Neve, scegliendo Ponticelli come luogo in cui sostare “in eterno”…e scegliendo Maria come canale preferito per arrivare meglio al suo Gesù.

Lettera dal Brasile

“Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi …”

All’Associazione don Fabrizio De Michino
A.C. di don Fulvio,

Lode a Dio!

Sono Vanete, ho 43 anni e da 12 faccio parte di una comunità di laici in Brasile, “Comunità Sole di Dio”.
Voglio ringraziare e testimoniare non una guarigione fisica, ma la grazia di aver conosciuto un grande amico, don Fabrizio. Ho avuto l’opportunità di conoscere un po’ la sua storia attraverso una persona amica che vive in un’altra regione del Brasile. Questa persona mi ha mandato una e-mail alla quale era allegata la lettera che don Fabrizio aveva scritto a Papa Francesco e mi suggeriva di inserirla in un articolo del nostro bollettino informativo mensile. Ma, in quei giorni in cui ho ricevuto la mail, sono arrivate tante altre come locandine e notizie varie e alla fine ho archiviato tutto inclusa quella che parlava di don Fabrizio senza nemmeno leggere.
Dopo alcuni mesi, proprio il giorno della festa del S. Cuore, il 27 giugno del 2014, la sera ho deciso di approfittare il tempo per preparare il nostro bollettino informativo del mese vocazionale (che ogni anno si celebra in Brasile nel mese di agosto) e probabilmente avrei usato la lettera di don Fabrizio come articolo di copertina.

Ho iniziato a leggere … confesso che mi sono commossa. Non era soltanto sentimentalismo, ma qualcosa che ho provato mentre leggevo e pregavo: una grande gioia interiore e una forza che la sua testimonianza mi trasmetteva.
Noi come Chiesa abbiamo ricevuto molte grazie che emanano dall’offerta a Dio di don Fabrizio. Mi hanno colpito la sua umiltà, semplicità, presenza gioviale di Gesù vivo e gioioso, un volto pieno di speranza e un sorriso che trasmette pace, anche in mezzo alle sofferenze.
Nel mese di agosto abbiamo divulgato la sua testimonianza, affinché, questa testimonianza serva come stimolo a tanti giovani e soprattutto per coloro che soffrono e in modo speciale per tutti i sacerdoti.
Sono stati stampati 1500 copie del bollettino che conteneva la testimonianza di don Fabrizio, lo stesso bollettino abbiamo mandato in diverse regioni del Brasile e altri paesi esteri dove abbiamo amici nelle case religiose (Monasteri, Seminari, Comunità e Conventi).

Il suo sorriso continua a darmi forza per portare avanti la mia missione quella di intercedere per la Santa Chiesa e per i sacerdoti.

Spero che queste parole servano di conforto per la sua famiglia e amici e serva come piccola testimonianza che in futuro possa contribuire per una possibile apertura del suo processo di beatificazione per la gloria di Dio e di Maria Santissima.
Don Fabrizio interceda per noi, per il Brasile e per tutto il clero! Contate con noi!
Ringrazio don Fabrizio in modo speciale per la guarigione e la liberazione di Janice, (una ragazza della quale sono la madrina di Cresima), dalla tossicodipendenza. Questa grazia stavo chiedendo al Signore già da diversi anni, ma adesso grazie all’intercessione di don Fabrizio è avvenuta.
Vi mando con affetto questo fascio di girasoli spirituali che ho consegnati alla Vergine Maria in memoria di don Fabrizio e per la sua possibile beatificazione e per la gloria di Dio. Sono state celebrate 120 messe, dal mese de agosto del 2014.

Con affetto

Vanete Felix

“Santo, santo, santo è il Signore Dio dell’universo…”
Sia lodato Nostro Signore Gesù Cristo e Sua Madre Maria Santissima.

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